Wimbleball Lake (Inghilterra) 18 giugno 2006

 

The "Full Loony Half IM" - Un mezzo Ironman da pazzi interi.

Foto in fondo

12 giugno 2006: Non so bene com'e' nata quest'idea, se e' perche' sono attirato dall'Inghilterra in maniera ipnotica o se e' perche' tutto cio' che e' "IM" per me si deve fare, fatto sta che sia qui, a Forli' a prendere un volo low cost Ryanair per Londra Stansted, da dove, noleggiata l'auto, arriveremo a Dulverton, ameno paesino alle porte del parco di Exmoor, al cui interno si svolgera' il mezzo IM, e per la precisione sulle rive deserte del lago Wimbleball.

Si perche' il paese piu' vicino, Bropton Regis (3 case in croce), e' distante 2 km, e qui al lago, dove ci sara' la partenza, l'arrivo, la zona cambio e l'expo, c'e' solo un caffe' con qualche cosa da mangiare e i bagni. Un prato in discesa accompagna verso la riva, e sulla destra c'e' un piccolo club nautico dove si possono affittare barche a vela o a remi. Sulla sinistra un parco lacustre, invece. Sentieri di erba battuta costeggiano la riva, e gia' questo basta a far capire perche' questo evento (come l'IM di Sherborne, sempre qui, in Inghilterra) abbiano un fascino unico.

Bene, arrivati a Dulverton rimaniamo colpiti dallo splendore di questo paesino, assolutamente fuori dal tempo, se non fosse per la auto si potrebbe datare nel 1700, nel 1800 o poco dopo. Il nostro hotel, prenotato online, e' nient'altro che un fumosissimo pub con delle camere, tappezzato di moquette intrisa di fumo e luci artificiali soffuse. La camera e' spaziosa, solo il letto (con baldacchino) e' un po' piccolo, ma non "attira al centro", e la bicicletta trova rifugio nella cantina, ben chiusa. Ceniamo all'hotel, dopo aver fatto un giro in questo paesino, attraversato da un torrente, e pervaso da silenzi dimenticati. Purtroppo la nostra camera  ha un unico difetto: da su un cortile interno che fa parte del ristorante/pub adiacente e fino a tarda ora si susseguono urla e schiamazzi. Speriamo per sabato....

13 giugno 2006: Ci togliamo subito il dente, ovvero la "Full English Breakfast" ovvero la colazione completa all'inglese, con tanto di prosciutto alla piastra, uovo sodo, pomodoro lessato, funghetti e salsicciotto. Deliziosa, veramente ma per chi deve fare da li' a pochi giorni un mezzo IM e' meglio dimenticarla. Per il resto, ottimi cereali, latte intero, vero succo di frutta, caffe' un po' lungo e pane tostato. Marmellate ottime, per il miele c'e' stato un po' di panico, ma alla fine mi e' arrivato sul tavolo un barattolo nuovo...

Decidiamo di dedicare questi giorni (anche perche' Dulverton e' visitabile in 10 minuti) ad un tour della Cornovaglia, e cominciamo da una suggestiva localita' sul mare, Boscat, teatro di una inondazione in pieno agosto 2 anni fa, che la distrusse quasi completamente. Crediamo sia interessante, ma la mancanza totale di parcheggi non ci consente una sosta e proseguiamo sulla costa fino a Tintagel, che deve la sua popolarita' alla leggenda di Re Artu', che qui avrebbe abitato il castello, le cui rovine sono anche piuttosto belle, e nei pressi sembra che una grotta fosse la dimora di Merlino.

Dalla costa nord arriviamo al canale della Manica, e arriviamo a Marazion, dalla cui spiaggia, nei momenti di bassa marea si puo' arrivare a piedi al St. Michael's Mount, costruito dagli stessi benedettini di Mont Saint Michel, quello in Normandia. Siccome e' gia' piuttosto tardi facciamo solo un giro per Penzance, la capitale della Cornovaglia, e torniamo in hotel, cenando in camera con insalata comprata al market.

14 giugno 2006: ...che brutta giornata... No, non per il tempo, che si mantiene ottimo, soleggiato e 25. Ma per l'idea che mi e' venuta di fare la ricognizione del percorso di bici, direttamente con la bici. 45 chilometri che mi manderanno in paranoia completa. Un percorso incredibile: tutto su e giu', con salite spezza gambe (anche al 14% ed oltre) e discese lunghe, eppoi salite a strappo, un percorso che non da tregua. 1750m (in 90 km!) di dislivello mettono paura. Meno male che ho preso la Specialized, ovvero la versione media fra la crono e la bike ciclistica, senno' erano dolori. Peccato non ricordassi che le Zipp, le ruote che mi sono portato, hanno il 12-25 come pacco pignoni, perche' ho rimpianto molto il 27.

Cosi' dopo aver fatto un giro di 50 km in oltre 2 h e 40 in depressione completa Carla mi porta a Minehead passando da Dunster, una cittadina che ha mantenuto il fascino antico, molto molto carina. Piu' turistica, e piu' localita' marina Minehead, dove ci fermiamo a gustare un fish&chip, un attimo prima che i negozi chiudano: oggi gioca l'Inghilterra, e come in Italia, niente o nessuno distogliera' gli inglesi dalla partita.

15 giugno 2006: Il morale e' ancora sotto i tacchi, continuo a sognare questo percorso di bici, e stavolta sembra proprio dura. Cosi' decidiamo di non pensarci, e dopo aver lasciato la bici al meccanico per una controllata (salatissima, 10 sterline per un controllo senza alcun lavoretto!) ritorniamo a Minehead, poi, ritornati a Dulverton ci regaliamo una bella passeggiata nei dintorni.

16 giugno 2006: Finalmente oggi possiamo nuotare un po', ma si puo' fare solo dalle 9 alle 10, e guai a sgarrare, vengono a prenderci al largo con le barche. L'acqua e' veramente fredda, ma eccellente e dall'inconfondibile sapore lacustre. Poi ne approfitto per registrarmi, e come l'anno scorso per l'IM la burocrazia inglese non ha nulla da invidiare alla nostra: 3 banchetti: in uno controllano le generalita' e danno il pendente, nel secondo una busta contenente pettorali, cuffia per il nuoto, numero per bike e gli adesivi, infine al terzo banchetto il pacco gara, contenente un DVD, il programma gara, volantini vari e i sacchi rosso (run), bianco (swim) e blu (bike) da utilizzare nelle TZ, il tutto in una borsa nera personalizzata. Domani, sabato quando metteremo le bici in TZ ci daranno il chip.

Ancora in preda allo sconforto Carla cerca di distrarmi: un bel giro sulla costa ad ovest di Minehead: direzione Lynmouth e Lynton, paesini graziosi uno sul mare ed uno su un costone roccioso. Decidiamo di pranzare in un posto rinomato di Lynmouth, e l'attesa e' stata premiata da un bel piatto di pesce fresco. Ritorniamo verso l'hotel passando per il cuore dell'Exmoor NP, fra  paesaggi incantevoli.

17giugno 2006: Oggi, oltre alla nuotata di prima mattina, e' giornata di attesa. Si controllano le borse, si prepara la bici, si gira per l'expo. Con Carla abbiamo fatto un giro (di 7 km, 3 da farne in gara) del percorso podistico, e anche questo non scherza: tutto su e giu'. Poi e' tempo di briefing (obbligatorio, tanto che chiudono la zona cambio!). Sono gli stessi personaggi dell'IM di Sherborne, e come sempre le solite raccomandazioni, scia vietata (anche se pare impossibile sfruttare la scia con tutti questi su e giu'!), non si puo' accedere alle borse domattina,  e "the bike course is not flat!, you'll find 52 hills" (il percorso in bici non e' piatto, troverete 52 colline) e altre informazioni, che sembrano piu' ammonimenti, quali the run course isn't flat, too (anche il percorso a piedi non e' piatto)

Insomma, non sara' una passeggiata. Ma oramai e' fatta e parcheggio la bici nel mio posto, il 679. Ed anche le borse, dopo averle ricontrollate bene. La sera sono assorto, ma dopo aver rotto le scatole a meta' squadra in Italia sono un po' rincuorato. Ma sara' dura, anche i piedi sono messi male.

18 giugno 2006: The day. Il giorno. La partenza e' prevista per le 6, almeno per la prima onda di Pro, mentre la mia alle 6 e 20. Ieri sera abbiamo chiesto di fare colazione e dopo un po' di trattativa abbiamo ottenuto di avere latte, fette e  cereali nella hall, in fondo siamo 5 atleti. E difatti alle 4 e mezzo siamo tutti svegli, o meglio alcuni (si vede che e' la loro prima gara...) gia' partono per il ago, distante da qui un venti minuti di auto (con il percorso corto, che non si dovrebbe fare). Io e Carla, con calma arrivamo al lago alle 5, e neanche il tempo di arrivare al mio strallo che non c'e' la mia bici.......

Panico. Ero certissimo di averla messa nello strallo giusto, ora vuoto. ripercorro tutto la mia corsia, ed infatti, eccola li', ma al posto 697. Che guarda caso non era occupato da nessun'altra bici... Boh, mistero. Mi sono preso un bello spago! (Mica per la bici, ma perche' non avrei potuto fare la gara!) Neanche il tempo di riprendermi e scopro che: ho la borraccia vuota e non ho portato una bottiglia d'acqua nel sacco bianco (quello cui troveranno posto i vestiti per il dopo gara, ora riempito dalla muta e dagli attrezzi), vabbe' Carla corre all'auto e rimedia. Intanto tento invano con 3 pompe diverse di gonfiare le gomme, che ostinatamente si rifiutano. Sono mezze sgonfie e tali rimarranno.

Comincio a pensare che andra' tutto storto. Ma io sono piu' forte delle sfortuna, e faro' 90 km con le gomme a 4 atmosfere. Manca un quarto d'ora al mio via quando mi metto la muta, e sono di umore pessimo. A riva la nostra ondata e tumultuosa, l'acqua e' gelida e sento le occhiate di invidia per la mia berretta in neoprene. Ok, sono le 6.22 e si parte. Parto davanti, senza paura, e cerco continuamente delle scie, difendo la linea ottimale con coraggio, mi arrivano sgambate assassine a rana ma resisto, alla fine sembra tutto cosi' breve....

Sono certo che se erano 1900m io non ne ho fatti piu' di 1950. 38' 28" e sono fuori: ora c'e una salita spacca fiato di 400m per arrivare in zona cambio. E li' sbando, perdo tempo, impiego 9 minuti per togliermi la muta ed indossare i panni da ciclista... ma sono pronto, inforco la bici e vado incontro al mio spauracchio. Discesa, salita, piano curva a sinistra salita e strappo. I primi 3 km sono cosi', e gia' qualcuno cammina sulla prima salita un po' piu' dura... Oddio, non sono messo cosi' male... Poi via di nuovo salita lunga, strappo, discesa infinita con curva secca a sinistra e si riparte, su e giu'... Nessuna indicazione delle miglia tutto a naso, per fortuna ho il GPS.

Poca la gente sul percorso, giusto in cima del secondo dei tre strappi al 14% un gruppo ci sprona. E via di nuovo, discesa salita, strappo, discesa, curva e si ricomincia. 1750 m di dislivello in 90km degna di una granfondo dolomitica. Tutto documentato. 4 ore 10minuti: 722 tempo, dopo che a nuoto ero uscito 526. Un cambio un po' piu' veloce (5'33") e via inziamo il percorso a piedi, dapprima una parata sul prato antistante il lago, poi si sale, si scala una collinetta sterrata, e poi giu' a rotta di collo fino alla diga, poi il lungo lago, un sentiero in erba battuta con anche turisti estranei alla gara... altri 300m di dislivello in 21 km... Ottimi rifornimenti, comunque, anche in bici, nonostante la difficolta' di raccogliere le barracce con la sinistra.

10 km scivolano via normali, poi cominciano i problemi, la fascite plantare che mi attanaglia da mesi si "accende". Rallento, cammino, ma il dolore e' grande. Mi fermo, massaggio il piede nudo. Perdo una ventina di posizioni (credo, perche' il giro cosi' breve non da modo di capire quanti siano al primo o al secondo o al terzo) . Poi riparto: il piede non duole e riprendo molti corridori, all'inizio dell'ultimo giro do appuntamento a Carla ad un ora...

Dopo 50 minuti entro nel corridoio del traguardo, tutti urlano, battono sui cartelloni, e' una gioia immensa tagliare ancora il traguardo..... 7:39:30 il tempo finale. Poi, tutto come sempre, si rallenta. La medaglia al collo, i giudici che ti prendono il chip. I complimenti degli altri, ma stavolta manca qualcosa: Carla. La cerco ma non la vedo. Immagino sia da qualche parte, e dopo aver preso la maglia e bevuto un po' d'acqua mi metto ad aspettare il mio massaggio, la cui tenda e' vicina al traguardo e al resto: di certo passando da li' mi vedra'! Niente, fatto il massaggio aspetto ancora. Poi mi decido a ritirare la bici e le sacche, oramai sono arrivato da piu' d'un ora!

Appena uscito dalla zona cambio la vedo trafelata corrermi incontro... Siccome ho anticipato il mio arrivo lei era rimasta a riva ad attendere il mio ultimo passaggio, ed evidentemente ero gia' passato, quando lei e' arrivata........ Insomma, mi ha perso e non ha visto il mio arrivo.

19 giugno 2006: La fatica non e' tanta, e decidiamo di andare verso sud, ed arrivati ad Exeter visitiamo la superba cattedrale, e il Vicars Close, la via abitata continuativamente piu' antica. Infatti e' dal XIII secolo che in questi mini case vengono ospitati gli aspiranti coristi.  Da qui ci spingiamo su quella che pomposamente gli inglesi chiamano "The English Riviera", che sembra godere di un clima "discreto" (ma neppure lontanamente paragonabile al clima della nostra liguria), per lo meno per gli standard inglesi, cioe' Torbay e Paignton, godibili localita'. Tornati in hotel ci concediamo una cena al ristorante a finaco, quello che negli ultimi giorni ci ha un po' disturbato, e devo ammettere che tanta frequentazione ha una ragion d'essere: i nostri piatti sono eccellenti!

20 giugno 2006: Oggi lasciamo Dulverton e l'Exmoor NP e cominciamo a ritornare verso Stansted, da dove domani ripartiremo per tornare a Bologna. Stasera faremo come piace a noi: dormiremo dove piu' ci piace. La maggiore indiziata e' Bath, di cui mia madre ci ha decantato le meraviglie (le terme romane, soprattutto). Comunque la prima tappa e' Gladstonbury, che deve la sua fama alla leggenda che colloca qui Avalon, ovvero il luogo dove Re Artu', visse gli ultimi anni della vita. I resti dell'Abbazia sono splendidi, e assolutamente magici. Qui, inoltre, si svolge un importante festival di musica rock, il giorno del solstizio d'estate (che sarebbe domani).

Da qui arriviamo a Wells, famosa per una splendida cattedrale. Ed infine Bath. Trovato l'hotel in zona centrale andiamo subito alla scoperta di questa cittadina, e poiche' le terme sono chiuse, andiamo a scoprire (seguendo un itinerario ben fatto della guida Mondadori) le vie del centro, "The Circus" una piazza circolare, e attraverso la Broke Str. il Royal Crescent, ovvero 30 palazzi in stile neoclassico disposti ad ellisse  che sovrastano il parco pubblico. La citta' e' addossata ad una collina, cosi' ridiscesi costeggiamo il lungofiume. In serata ci godiamo un ristorante delizioso, ma davvero, sembra che gli inglesi abbiano imparato a cucinare....

21 giugno 2006: Abbiamo tempo, l'aereo e' in serata, cosi' ci dedichiamo alla scoperta delle terme di epoca romana di Bath. Sono ottimamente conservate, e ampi cartelli e ricostruzioni, sia video sia cartacee, fanno il resto. Seguendo il percorso ce la caviamo in un'oretta, e una volta in autostrada, nei dintorni di Londra decidiamo per una visita a Windsor, che oltre che sede del famoso castello e' una splendida cittadina. E come l'anno scorso torniamo con un ottimo ricordo.